<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"
	>

<channel>
	<title>Nodi Marinari</title>
	<atom:link href="http://nodimarinari.wordpress.com/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://nodimarinari.wordpress.com</link>
	<description>by Sailorado</description>
	<lastBuildDate>Thu, 06 Nov 2008 20:47:06 +0000</lastBuildDate>
	<language>it</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.com/</generator>
<cloud domain='nodimarinari.wordpress.com' port='80' path='/?rsscloud=notify' registerProcedure='' protocol='http-post' />
<image>
		<url>http://s2.wp.com/i/buttonw-com.png</url>
		<title>Nodi Marinari</title>
		<link>http://nodimarinari.wordpress.com</link>
	</image>
	<atom:link rel="search" type="application/opensearchdescription+xml" href="http://nodimarinari.wordpress.com/osd.xml" title="Nodi Marinari" />
	<atom:link rel='hub' href='http://nodimarinari.wordpress.com/?pushpress=hub'/>
		<item>
		<title>Tutto sui nodi marinareschi</title>
		<link>http://nodimarinari.wordpress.com/2008/11/06/tutto-sui-nodi-marinareschi/</link>
		<comments>http://nodimarinari.wordpress.com/2008/11/06/tutto-sui-nodi-marinareschi/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 06 Nov 2008 20:36:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sailorado</dc:creator>
				<category><![CDATA[nodi marinari]]></category>
		<category><![CDATA[arresto]]></category>
		<category><![CDATA[bocca di lupo]]></category>
		<category><![CDATA[bolina]]></category>
		<category><![CDATA[cavo]]></category>
		<category><![CDATA[cima]]></category>
		<category><![CDATA[corda]]></category>
		<category><![CDATA[corso gratis online]]></category>
		<category><![CDATA[fune]]></category>
		<category><![CDATA[gassa]]></category>
		<category><![CDATA[marinareschi]]></category>
		<category><![CDATA[marinari]]></category>
		<category><![CDATA[nodi]]></category>
		<category><![CDATA[nodo scorsoio]]></category>
		<category><![CDATA[salvataggio]]></category>
		<category><![CDATA[savoia]]></category>
		<category><![CDATA[vela]]></category>
		<category><![CDATA[yacht]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://nodimarinari.wordpress.com/?p=4</guid>
		<description><![CDATA[I nodi oggi come un tempo hanno varie funzioni e spesso ci sono utili anche nel quotidiano, nell&#8217;ambito del lavoro, come a casa o semplicemente nel tempo libero. Con questo mio breve articolo non ho certo la presunzione di &#8220;insegnare&#8221; a chi che sia l&#8217;arte del nodo, ma molto semplicemente mi prefiggo l&#8217;obbiettivo di portare [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nodimarinari.wordpress.com&amp;blog=5431317&amp;post=4&amp;subd=nodimarinari&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left">
<p align="justify"><img src="http://www.afyacht.com/images/foto2.jpg" border="0" alt="Nodi di arresto" hspace="5" vspace="5" align="right" />I nodi oggi come un tempo hanno varie  					funzioni e spesso ci sono utili anche nel quotidiano,  					nell&#8217;ambito del lavoro, come a casa o semplicemente nel  					tempo libero. Con questo mio breve articolo non ho certo la  					presunzione di &#8220;insegnare&#8221; a chi che sia l&#8217;arte del nodo, ma  					molto semplicemente mi prefiggo l&#8217;obbiettivo di portare  					l&#8217;attenzione sulle potenzialità che ci vengono offerte dalla  					capacità di saper fare un buon nodo, quando magari ci  					troveremo a manovrare una corda. Nella legatura si eseguono  					diversi tipi di nodi: d&#8217;avvolgimento, di giunzione,  					d&#8217;arresto, ecc.; per fare una legatura, però non è  					sufficiente eseguire una serie di nodi ma occorre conoscere  					la natura dei cavi e saperli trattare. Saper fare i nodi è  					soprattutto una delle nozioni fondamentali per la vita scout  					all&#8217;aria aperta e conseguentemente trova vaste applicazioni  					anche nell&#8217;ambito del Soft-Air.</p>
<p>Non c&#8217;è lavoro di pionieristica e non c&#8217;è momento di vita  					all&#8217;aperto in cui essi non vengano richiesti: dal nodo per  					il tirante della tenda da campo a quello per issare, un  					carico come le attrezzature, gli zaini, o magari anche  					legare materiali sul portapacchi dell&#8217;auto o la bandiera  					sull&#8217;asta, ecc., dal nodo per allestire un bivacco con rami  					arbusti e quant&#8217;altro la natura può offrire al momento o  					costruire e mettere in sicurezza passaggi aerei su percorsi  					sdrucciolevoli e disagiati o sentieri scoscesi, come in  					determinate situazioni di emergenza o stabilità precaria. Un  					nodo fatto bene è un nodo che resiste a tutti gli sforzi e  					che è facile da sciogliere, mentre un nodo fatto male  					invece, si scioglie al minimo sforzo oppure rimane così  					stretto da non riuscire più a scioglierlo.</p>
<p>Ma, oltre a ciò, i nodi andrebbero imparati bene perché sono  					importantissimi in tutte le operazioni di salvataggio.</p>
<p>Una vita umana può dipendere da un nodo ben fatto, ad  					esempio per lanciare un cappio solido a chi guada un  					torrente o peggio, accidentalmente rischia di annegare, come  					per calare qualcuno dalla sommità di un dirupo o dalla  					finestra di una casa che va a fuoco, quindi occorre avere  					pratica per sapere fare il nodo giusto, quando occorre e  					magari in pochi e preziosi istanti. Imparare i nodi,  					esercitandosi con una fune o con una corda, ma non adoperare  					spago o lacci perché nel momento in cui si avrà veramente  					bisogno di quel nodo, dovremo saperlo fare con una corda  					vera e non solo con uno spago.</p>
<p>Vi consiglio di provare e riprovare finche non diventi un  					gesto naturale, automatico e che si padroneggi in qualunque  					momento. In diversi casi esistono più nodi che svolgono una  					stessa funzione, pertanto la scelta di uno rispetto ad un  					altro è un fatto puramente soggettivo, e può dipendere molto  					dalla nostra capacità manuale.</p>
<p>A prescindere comunque dalle preferenze personali, esistono  					tecniche e termini universali che è bene conoscere e  					ricordare, fra questi è importante sapere che il dormiente è  					il capo della corda che non prende attivamente parte alla  					realizzazione del nodo, mentre l&#8217;altro capo è definito  					corrente; il doppino è il ripiegamento della corda su se  					stessa a formare un occhiello, la legatura è un nodo che si  					realizza attorno ad un oggetto, mentre il nodo doppio è un  					nodo che si realizza su una porzione doppia della corda  					oppure su una coppia di corde.</p>
<p><strong>NODI di ARRESTO</strong><br />
I nodi d&#8217;arresto si eseguono all&#8217;estremità dei cavi, allo  					scopo d&#8217;impedire che essi si sfilino da fori o da bozzelli.</p>
<p>L&#8217;applicazione più elementare dei nodi d&#8217;arresto è il nodo  					che serve a trattenere il filo nella cruna dell&#8217;ago.</p>
<p>In marineria i nodi d&#8217;arresto vengono impiegati nelle  					manovre correnti (scotte, drizze, ecc.) e a scopo decorativo  					su cime particolarmente in vista. Alcuni di essi, come ad  					esempio il pugno di scimmia, possono essere impiegati come  					nodi d&#8217;appesantimento per le cime o sagole da lancio. I più  					importanti nodi d&#8217;arresto sono: il nodo semplice, il nodo  					Savoia, il nodo del cappuccino, il nodo del francescano, il  					pugno di scimmia.</p>
<p><img src="http://www.afyacht.com/images/foto3.jpg" border="0" alt="Nodi di giunzione" hspace="5" vspace="5" align="right" /> <strong>Nodo semplice</strong><br />
È la base di molti altri nodi più complessi.</p>
<p><strong>Nodi di Accorciamento, Nodo a otto, o nodo Savoia, o nodo  					alemanno</strong><br />
Per accorciare di poco una corda o per impedire che essa si  					sfili da un anello o da una carrucola. Per fare una corda  					per arrampicate.</p>
<p><strong>Nodo del cappuccino</strong><br />
Per appesantire l&#8217;estremità di una corda, o per evitare che  					essa fuoriesca da un anello o da una carrucola, o per fare  					una corda per arrampicata.</p>
<p><strong>Pregi e difetti:</strong><br />
Il nodo semplice, detto anche singolo, se fatto  					all&#8217;estremità del cavo è un nodo sicuro, ma ha il difetto di  					stringersi troppo danneggiando le fibre del cavo. Per tale  					motivo è difficile da sciogliere, particolarmente quando il  					cavo è bagnato. È un nodo raramente usato nella nautica.</p>
<p><strong>Applicazioni:</strong><br />
Il nodo semplice alla funzione d&#8217;arresto unisce quella di  					tenere legato un corpo, quando i due capi della fune siano  					in tensione però altrimenti il nodo si scioglierebbe con  					estrema facilità. La sua presenza sulle funi di salvataggio,  					a intervalli regolari, rende più agevole l&#8217;arrampicata, come  					anche garantire una miglior presa se usiamo la corda per  					salire un albero, un muro o altro ostacolo. È infine  					l&#8217;elemento base per la realizzazione di nodi più complessi.</p>
<p><strong>NODI di GIUNZIONE</strong><br />
Fanno parte dei nodi di giunzione quei nodi che l&#8217;uomo ha  					usato da sempre nelle più elementari occorrenze: per  					costruire capanne, unendo liane, trappole per animali, armi  					primitive, per tessere, per intrecciare. Ai nodi di  					giunzione si chiede facilità di essere sciolti dopo l&#8217;uso, e  					di poter unire le estremità, di due cavi senza danneggiarne  					la consistenza, sostituendo l&#8217;impiombatura.</p>
<p><img src="http://www.afyacht.com/images/foto4.jpg" border="0" alt="Nodi di giunzione" hspace="5" vspace="5" align="left" /> Tali nodi, pertanto, danno la possibilità di usare gli  					stessi cavi o cime più volte. Affinché i nodi di giunzione  					offrano una certa sicurezza occorre che i cavi usati abbiano  					lo stesso diametro e le stesse proprietà fa eccezione a  					questa regola il nodo bandiera che, pur unendo due cavi di  					diverso diametro e natura, risulta altrettanto sicuro.</p>
<p>I più importanti nodi di giunzione sono: il nodo piano, il  					nodo di scotta o bandiera, il nodo vaccaio, il nodo inglese,  					il doppio nodo inglese le due gasse. Per alcuni nodi di  					giunzione esiste la possibilità del ganciamento, il quale  					consiste in un doppino che forma un occhio aggiunto al nodo  					stesso.</p>
<p>I nodi ganciati più importanti sono: il nodo piano ganciato,  					detto nodo di terzarolo o di matafione e il nodo bandiera  					ganciato. Esistono altri nodi di giunzione, con  					caratteristiche diverse da quelli usati nell&#8217;arte  					marinaresca, i quali quando si stringono non possono più,  					sciogliere. I più noti sono il nodo del tessitore e il nodo  					di rete.</p>
<p><strong>Nodo di scotta o bandiera</strong><br />
Tale nodo deve il suo nome all&#8217;uso cui è destinato. Infatti  					è detto nodo di scotta perché serve a collegare le scotte,  					cioè i cavi usati per orientare la velatura, con speciali  					occhielli situati alle estremità delle vele quadre; è, detto  					anche nodo bandiera perché con due nodi bandiera vengono  					appunto collegate le estremità inferiore e superiore delle  					bandiere.</p>
<p><strong>Nodi di Giunzione Nodo piano, o nodo del terzarolo</strong><br />
Per unire due corde di uguale spessore. Non va usato per  					forti pesi.</p>
<p><strong>Nodo della rete, o nodo incrociato, o nodo di bandiera</strong><br />
Per unire due corde, anche di spessore differente, adatto  					anche per forti pesi. Per fabbricare una rete (da cui  					prendere il nome). Nel caso di corde di spessore differente,  					è la corda più piccola che va incrociata perché la trazione  					la fa immobilizzare contro la corda grossa. Con due corde  					dello stesso spessore il nodo della rete è più sicuro del  					nodo piano.</p>
<p><strong>Nodo del pescatore, o nodo inglese</strong><br />
Per unire due corde di uguale spessore, specialmente se  					umide. Si scioglie facilmente anche se le corde sono  					bagnate. I due nodi semplici devono incastrarsi uno  					nell&#8217;altro e non opporsi uno contro l&#8217;altro.</p>
<p><strong>Nodo del chirurgo</strong><br />
Per unire due estremità di funi di uguale spessore, in  					particolare se sono sfrangiate. Utile per i lacci  					emostatici.</p>
<p><strong>Nodo di rosetta</strong><br />
È un caso particolare di nodo piano. Si disfa facilmente  					tirando i capi liberi della corda.</p>
<p><strong>Nodo di Carrick</strong><br />
Carrick in irlandese significa roccia e questo nodo, molto  					solido, serve per unire corde di almeno 20 mm di diametro,  					sottoposte a sforzi considerevoli. Il nodo di carrick va  					completato con due piccole legature a fascia. In caso  					contrario, sotto trazione il nodo si aggroviglia e non serve  					a nulla.</p>
<p><strong>Pregi e difetti:</strong><br />
I pregi dei nodi di scotta o nodi bandiera sono: poter unire  					due cavi di diverso diametro e natura, una rapida  					esecuzione, non scorrere, non stringersi e offrire una  					maggiore resistenza se sottoposto a forte tensione. Il  					maggiore pregio di questo nodo consiste senza dubbio nel  					poter unire due cavi di diverso diametro; ciò non toglie,  					però che esso non possa essere usato altrettanto  					proficuamente nell&#8217;unione di cavi di uguale diametro.</p>
<p><strong>Applicazioni:</strong><br />
Questi nodi vengono usati in nautica sulle manovre correnti,  					per collegare gomene, sagole, sartie e stralli; in alpinismo  					per collegare due corde anche di differente diametro; infine  					in campeggio per mettere in tensione i tiranti, per  					appendere l&#8217;amaca, ecc.</p>
<p align="justify"><img src="http://www.afyacht.com/images/foto5.jpg" border="0" alt="Nodo parlato" hspace="5" vspace="5" width="488" height="170" align="right" /></p>
<p align="justify">
<p align="justify">
<p align="justify">
<p align="justify">
<p align="justify">
<p align="justify">
<p><strong>NODI di AVVOLGIMENTO</strong><br />
I nodi d&#8217;avvolgimento, generalmente, si eseguono  					direttamente su di un oggetto, sia per assicurare qualcosa  					su di esso, sia per stringergli un cavo attorno. È buona  					regola mentre si eseguono le volte seguire il senso di  					torsione del cavo. Questi nodi sono anche usati  					frequentemente in caso di necessità per le operazioni di  					salvataggio in montagna, dagli operatori esperti e preposti  					a tali attività.</p>
<p>I nodi d&#8217;avvolgimento sono divisi in due gruppi: al primo  					appartengono quei nodi che vengono eseguiti passando due o  					più volte il cavo attorno all&#8217;oggetto e inserendo corrente e  					dormiente sotto le volte; al secondo gruppo appartengono  					quei nodi che vengono eseguiti passando due o più volte  					attorno all&#8217;oggetto e annodando il corrente attorno al  					dormiente con dei mezzi colli. Fanno parte del primo gruppo:  					il parlato semplice, doppio e triplo (su asta o anello), il  					parlato ganciato, la bocca di lupo, il nodo di galloccia, il  					nodo di galloccia ganciato. Appartengono al secondo gruppo:  					i mezzi colli, il mezzo collo ganciato, il nodo di ancorotto,  					doppio e triplo, il nodo di bozza.</p>
<p><img src="http://www.afyacht.com/images/foto6.jpg" border="0" alt="Nodi di avvolgimento" hspace="5" vspace="5" align="left" /> <strong>Nodo parlato, o nodo del barcaiolo</strong><br />
È il più semplice dei nodi di ancoraggio, è molto solido ed  					è facile e rapido da sciogliere. Serve per legare una fune a  					un palo o come nodo iniziale per le legature.</p>
<p><strong>Nodo a bocca di lupo</strong><br />
Per sospendere un carico, per ancorare una corda a un punto.  					Molto utile soprattutto per preservare dall&#8217;umidità del  					terreno gli zaini o altro materiale, appendendoli in modo  					rapido ai rami.</p>
<p><strong>Nodo a mezza chiave</strong><br />
Per fissare un tirante a un picchetto, utile soprattutto  					quando si ha l&#8217;esigenza di dover smantellare il bivacco in  					maniera rapida senza perdere tempo a districare nodi o per  					ancorare una corda a un&#8217;altra già tesa, oppure ad un palo.</p>
<p><strong>Nodo paletto, o nodo del muratore, o nodo a legno, o nodo  					d&#8217;anguilla</strong><br />
Serve per ancorare un oggetto, per iniziare una legatura,  					per legare un carico da trascinare o da issare, ad esempio  					uno zaino, come pure delle attrezzature particolarmente  					ingombranti.</p>
<p><strong>Nodi di Ancoraggio e nodo galera</strong><br />
Nodo scorrevole. È utile per costruire una scala a pioli,  					per fare un pacchetto, per impedire al tappo di uscire del  					collo di una bottiglia.</p>
<p><strong>Nodi di Salvataggio Nodo di bolina, o gassa d&#8217;amante, o  					cappio del bombardiere</strong><br />
Forma un anello che non scorre. Per far salire o scendere  					una persona lungo una parete verticale, o per portare aiuto  					a qualcuno in pericolo in un posto difficilmente  					accessibile.</p>
<p><strong>Nodo di bolina doppio</strong><br />
Ha gli stessi impieghi del bolina semplice, ma è molto più  					efficace perché ha due anelli che sostengono meglio una  					persona.</p>
<p><strong>Nodo di bolina triplo</strong><br />
Si fa come la bolina semplice, ma la corda è messa doppia.  					Ha gli stessi impieghi del bolina semplice e di quello  					doppio, ma la sua efficacia è ancora maggiore, perché gli  					anelli per sostenere la persona sono tre.</p>
<p><strong>Nodo del tessitore</strong><br />
Può servire come sedile, come nodo di ancoraggio, o per  					accorciare una corda. Utilissimo in caso di soccorso.</p>
<p><strong>Nodo di Prusik</strong><br />
È un nodo derivato da quello a bocca di lupo, ha gli stessi  					usi e serve anche come nodo di sicurezza per ancorarsi con  					una certa elasticità a un&#8217;altra corda.</p>
<p><img src="http://www.afyacht.com/images/foto7.jpg" border="0" alt="" hspace="5" vspace="5" align="right" /> <strong>Nodo dell&#8217;evaso</strong><br />
Per scendere e per recuperare la corda subito dopo.</p>
<p><strong>NODI di ACCORCIAMENTO</strong><br />
Per nessuna ragione al mondo si deve tagliare una fune. Una  					fune tagliata, infatti, ha perso gran parte del suo valore e  					nessun nodo di giunzione può restituirle le primitive doti  					di sicurezza e utilizzabilità. Quando la lunghezza del cavo  					è abbondante rispetto a un particolare impiego si può,  					ricorrere ai nodi d&#8217;accorciamento, che, come dice il nome,  					servono ad accorciare i cavi senza ricorrere al loro taglio.  					Un particolare impiego di nodi d&#8217;accorciamento consiste  					nell&#8217;esclusione dall&#8217;utilizzo delle parti logore o  					danneggiate che il cavo dovesse presentare: quelle parti,  					infatti, essendo incluse nel nodo di accorciamento,  					rimangono inoperanti e di conseguenza escluse da ogni  					sforzo.</p>
<p><strong>Nodo margherita</strong><br />
Per accorciare o per tendere una corda sottoposta a tensione  					costante, senza tagliarla e senza staccarne le estremità.  					Per rinforzare un tirante logorato.</p>
<p><strong>Pregi e difetti</strong><br />
I pregi dei nodi d&#8217;accorciamento derivano dagli impieghi più  					sopra descritti.</p>
<p><strong>NODI SCORSOI</strong><br />
<strong>Origini</strong><br />
I nodi scorsoi figurano tra i nodi più antichi che l&#8217;uomo  					conosca: fin dalla preistoria, infatti, l&#8217;uomo li ha usati  					come trappole per la cattura degli animali. I principali  					nodi scorsoi sono: il nodo scorsoio semplice, la gassa  					d&#8217;amante scorsoia, e il nodo dell&#8217;impiccato. Questi nodi  					sono chiamati anche cappi o lacci. La loro caratteristica è  					quella di stringersi attorno agli oggetti sui quali sono  					fatti: quanto più forte è la trazione esercitata sul  					corrente tanto più forte il nodo scorsoio stringe l&#8217;oggetto  					attorno al quale è avvolto.</p>
<p><strong>Pregi e difetti</strong><br />
Il fatto che la presa dei nodi scorsoi sia direttamente  					proporzionale alla tensione del cavo costituisce più un  					difetto che un pregio. Questa caratteristica, infatti,  					limita il loro impiego a quei casi in cui si è ben certi che  					la tensione del cavo è costante; all&#8217;inverso, l&#8217;allentarsi  					della tensione del cavo rende i nodi scorsoi estremamente  					insicuri. In conclusione, a parte impieghi ben definiti, è  					consigliabile evitare l&#8217;uso dei nodi scorsoi. Si  					preferiscano ad essi i più sicuri nodi a occhio dai quali in  					definitiva derivano.</p>
<p><img src="http://www.afyacht.com/images/foto8.jpg" border="0" alt="Nodo margherita" hspace="5" vspace="5" align="left" /> <strong>RIPORRE LA CORDA</strong><br />
Anche riporre un cavo o la corda necessita di un nodo che  					permetta alla matassa o al rotolo, di restare unita per  					agevolarne il trasporto e soprattutto di poterla  					disciogliere ed impiegare rapidamente nel momento del  					bisogno.</p>
<p><strong>Arrotolare un cavo </strong><br />
Si arrotola un cavo, quando si prevede di appenderlo per un  					lungo periodo, o comunque riporlo in un luogo fisso e  					stazionario.</p>
<p><strong>Matassa</strong><br />
Il metodo della matassa generalmente si usa per sistemare la  					corda all&#8217;interno dello zaino o per fissarla alle apposite  					fettucce dello stesso in modo da agevolarne il trasporto.</p>
<p><strong>Glossario dei termini in uso:</strong><br />
<strong>Anima</strong><br />
È la parte resistente delle corde trecciate costituita da  					fibre parallele o debolmente ritorte.</p>
<p><strong>Assuccare</strong><br />
Stringere una legatura, un nodo; mettere in tensione una  					manovra o un cavo in bando.</p>
<p><strong>Bozzello</strong><br />
Nel linguaggio marinaresco è sinonimo di carrucola. Il  					bozzello può essere semplice, doppio, triplo, ecc., in  					funzione del numero di pulegge che lo compongono. Il  					bozzello semplice è una leva di primo genere e serve a  					cambiare la direzione con cui si muovono i cavi. I bozzelli  					multipli, uniti ad altri bozzelli, formano i paranchi, cioè  					quei sistemi di funi che richiedono una minor applicazione  					di forza per vincere certe resistenze.</p>
<p><img src="http://www.afyacht.com/images/foto9.jpg" border="0" alt="Nodi scorsoi" hspace="5" vspace="5" align="right" /> <strong>Cavo</strong><br />
Nel linguaggio marinaresco è sinonimo di corda o fune.</p>
<p><strong>Cima</strong><br />
Termine marinaresco usato per indicare una fune di medio  					diametro.</p>
<p><strong>Collo</strong><br />
Giro completo di un cavo attorno a un oggetto in modo che il  					corrente e il dormiente divarichino di 180°.</p>
<p><strong>Commettitura</strong><br />
E&#8217; l&#8217;operazione di torsione dei legnuoli che così uniti  					formano il cavo.</p>
<p><strong>Corrente</strong><br />
Il tratto terminale di cima che nella confezione di un nodo  					ha parte attiva. Il termine corrente viene usato in  					contrapposizione all&#8217;altro tratto di cima che, non prendendo  					parte attiva nella confezione del nodo, viene chiamato  					dormiente.</p>
<p><img src="http://www.afyacht.com/images/foto10.jpg" border="0" alt="" hspace="5" vspace="5" align="left" /> <strong>Doppino</strong><br />
Ripiegamento di un cavo su se stesso. Il cavo ripiegato,  					dopo aver formato un occhiello, si dispone parallelamente a  					se stesso.</p>
<p><strong>Dormiente</strong><br />
Tratto di cima che non prende parte nella confezione del  					nodo.</p>
<p><strong>Filaccia</strong><br />
È il prodotto della filatura di una fibra vegetale o  					sintetica. Più propriamente viene chiamata filato o trefolo.  					Due o più filati ritorti insieme formano il legnuolo. Due o  					più legnuoli formano il cavo.</p>
<p><strong>Gomena</strong><br />
Cavo di grosso diametro (circa 45 cm).</p>
<p><strong>Impiombatura</strong><br />
Unione di due cavi ottenuta intrecciando fra loro i legnuoli.</p>
<p><strong>Impalmatura</strong><br />
Legatura con spago effettuata alle estremità dei cavi  					affinché non si sfilaccino.</p>
<p><strong>Intugliatura</strong><br />
Unione di due cavi mediante nodi di giunzione.</p>
<p><strong>Legnuolo</strong><br />
Due o più filati uniti per torcitura. Commettendo due o più  					legnuoli si ottiene un cavo<span style="font-family:Arial;">.</span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/nodimarinari.wordpress.com/4/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/nodimarinari.wordpress.com/4/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/nodimarinari.wordpress.com/4/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/nodimarinari.wordpress.com/4/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/nodimarinari.wordpress.com/4/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/nodimarinari.wordpress.com/4/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/nodimarinari.wordpress.com/4/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/nodimarinari.wordpress.com/4/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/nodimarinari.wordpress.com/4/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/nodimarinari.wordpress.com/4/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/nodimarinari.wordpress.com/4/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/nodimarinari.wordpress.com/4/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/nodimarinari.wordpress.com/4/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/nodimarinari.wordpress.com/4/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nodimarinari.wordpress.com&amp;blog=5431317&amp;post=4&amp;subd=nodimarinari&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://nodimarinari.wordpress.com/2008/11/06/tutto-sui-nodi-marinareschi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="" medium="image">
			<media:title type="html">sailorado</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://www.afyacht.com/images/foto2.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">Nodi di arresto</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://www.afyacht.com/images/foto3.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">Nodi di giunzione</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://www.afyacht.com/images/foto4.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">Nodi di giunzione</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://www.afyacht.com/images/foto5.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">Nodo parlato</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://www.afyacht.com/images/foto6.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">Nodi di avvolgimento</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://www.afyacht.com/images/foto7.jpg" medium="image" />

		<media:content url="http://www.afyacht.com/images/foto8.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">Nodo margherita</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://www.afyacht.com/images/foto9.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">Nodi scorsoi</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://www.afyacht.com/images/foto10.jpg" medium="image" />
	</item>
	</channel>
</rss>
